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Nicole Monsorno, una fiemmese in rampa di lancio

 ARTICOLO fondoitalia.it 4 maggio 2017

La giovane trentina, classe 2000, ha vinto un titolo italiano, salendo sul podio in altre due occasioni: "Mi piace mettermi sempre in gioco; sono super soddisfatta per questa stagione, soprattutto perché sono migliorata nel finale, segno che il lavoro paga"

Nicole Monsorno (Foto Flavio Becchis)

Un titolo italiano vinto, un argento e un bronzo individuali sempre agli italiani, un bronzo in staffetta, più il terzo posto nella classifica finale della Coppa Italia. È stata una stagione molto positiva quella di Nicole Monsorno, diciassettenne fiemmese, che vive a pochi metri dalle piste di Lavazè, dove si allena spesso la nazionale italiana. Quest’anno, tra le altre cose, ha anche vinto la Marcialonga “Light” dedicata ai più giovani e sogna un giorno di essere protagonista sull’intero percorso della storica gara che unisce le valli di Fassa e Fiemme, perché nelle suo vene scorre la passione per questo sport. L’abbiamo intervistata, scoprendo una ragazza che non fa voli pindarici, ma è molto concreta, conosce bene i suoi obiettivi e le proprie potenzialità.Ciao Nicole. In questa stagione hai raccolto diversi risultati positivi, sei soddisfatta?
«Sono super soddisfatta. Forse potevo fare qualcosa in più nella prima parte di stagione, ma sono migliorata molto nel corso dell’anno e ho disputato un grande finale. Segno che il lavoro paga».Hai anche vinto un titolo italiano a Santa Caterina, pur essendo al primo anno in questa categoria.
«Devo essere sincera, non me l’aspettavo proprio. È stata una di quelle giornate particolari, in cui parti sapendo che non è il tuo format di gara, non ti aspetti nulla, e poi finisci sul gradino più alto del podio. Ancora non ci credo». Sei stata anche convocata in Coppa Europa a St. Ulrich. È stata una bella esperienza?
«Si, per me è stato tutto un po’ particolare, era una cosa nuova. Mi sono divertita moltissimo, perché mi sono trovata bene con le mie compagne, l’ho vissuta nel migliore dei modi. A me piace mettermi sempre in gioco e così ho avuto l’occasione di farlo. Sono arrivata sedicesima, più o meno quello che mi aspettavo»Qual è la tecnica che preferisci?
«Non ho una tecnica preferita in generale. Nelle gare sprint preferisco lo skating, mentre nelle lunghe distanze prediligo l’alternato. Fino a pochi anni fa avrei detto assolutamente alternato, ma da un po’ di tempo mi piace molto anche lo skating»In stagione hai vinto anche la XCX gimkana disputata al Lago di Tesero, una gara molto particolare.
«Infatti per me è stato molto strano vincere, perché solitamente sono piuttosto impacciata. Diciamo che preferisco la classica sprint, ma in quell’occasione gareggiavo in casa e avevo ai piedi degli sci che andavano velocissimi grazie alle Fiamme Gialle. Insomma è andato tutto a mio favore»Hai anche vinto la Marcialonga aspiranti.
«È stata un’altra bella esperienza, perché è stato emozionante provare il pezzo più duro del tracciato. Un giorno mi piacerebbe fare la gara vera, farmi tutto il percorso. Chissà, magari tra qualche anno lo farò»Vivi a Lavazè: lo sci di fondo era nel tuo destino.
«Ho iniziato da molto piccola, a circa quattro o cinque anni ho messo per la prima volta gli sci, poi ho cominciato a frequentare i classici corsi una volta a settimane. A 11 anni ho avuto il mio primo allenatore, Luigi Girardi, che voglio ringraziare, perché mi ha fatto appassionare a questo sport. La sua metodologia è stata fantastica, perché ci insegnava la tecnica attraverso i giochi, ci faceva prima di tutto divertire, così è anche riuscito a creare un gruppo molto unito. Allora ho iniziato le mie prime gare, nelle quali non mi aspettavo nulla, invece me la cavavo abbastanza. Da bambina, tornare a casa con la medaglietta, è sempre una bella cosa».La tua famiglia ti ha spinto a fare sport?
«Loro nella vita fanno tutt’altro, ma sono grandi appassionati di sport. Mio papà ha provato a fare il discesista, mio zio, Valerio Gianmoena, fa sci orientamento, mentre mio nonno era un buon calciatore e ha fatto anche dei provini per l’Inter».     In questa stagione sei stata aggregata alla Fiamme Gialle: cos’è cambiato?
«È stato un anno un po’ particolare, in quanto è arrivato sia il passaggio al Comitato Trentino sia l’aggregamento alle Fiamme Gialle. Un botto improvviso che non mi aspettavo, perché mi sarei aspettata di fare questo salto tra un paio d’anni. Nelle Fiamme Gialle ho trovato una vera e propria famiglia, ringrazio tutti, dagli skiman, ai massaggiatori, fino ai compagni. Durante la settimana mi alleno con il Comitato, dove ho trovato un gruppo splendido, tanto che dopo esserci allenati, usciamo anche tutti assieme»
    
Riesci a conciliare scuola e sport?
«È molto dura, devo ammetterlo. Non mi aiuta la distanza, perché la scuola è a 45 minuti da casa mia, quindi perdo tanto tempo per viaggiare ogni giorno. I professori pretendono molto, ma io me la cavo».Chi è il tuo idolo nel mondo del fondo?
«Non ho un vero e proprio idolo, ma tifo sempre per gli atleti italiani. In particolare per Federico Pellegrino, perché è un grande atleta e a me piace particolarmente la sprint, specialità in cui me la cavo»

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

«Il mio sogno è proseguire con lo sport ed essere presa in un corpo militare, che possa permettermi di andare avanti finché posso. Se le cose non dovessero andare, comunque, continuerò a fare sport di montagna e non solo. Poi se non diventerò professionista mi concentrerò sullo studio».Cosa fai nel tempo libero?
«Il mio poco tempo libero lo utilizzo andando in montagna con gli amici, magari nel finale di stagione pratico anche sci alpinismo»Quali sono le tue aspettative in vista della prossima stagione?
«Il prossimo anno spero di continuare così, sono super soddisfatta per come stanno andando le cose. Non voglio pormi obiettivi, se dovranno arrivare delle vittorie, arriveranno»